
Dall’ombra delle viuzze strette dei Navigli, ai tavolini degli eleganti bar del centro, fino alle pieghe delle trame più oscure dell’Italia repubblicana.
Tanto è largo il campo d’azione, in incognito, trench e pipa, del duo Carver.
Occhio onniveggente su un’Italia misera e crudele in salsa pop, in un rimpiattino di rimandi, campionamenti, contraddizioni, strumenti, voce narrante e pesanti silenzi.
Elettronica in bianco e nero, ballabile, ma non troppo.
La loggia Carver cerca adepti.
La fratellanza è aperta a tutti gli uomini di ogni nazione, razza e credenza.








