MARTA SUI TUBI // Discografia


//C'E' GENTE CHE DEVE DORMIRE // Recensioni

Musicboom
Dare un seguito ad album che, da soli e all'improvviso, riescono non soltanto a testimoniare talento e genialità fuori dal comune, ma anche a diventare di diritto ed in tempi brevi dei piccoli classici di un intero panorama, non è mai cosa facile. E non è cosa facile soprattutto se l'opera in questione detiene, oltre alle caratteristiche di cui sopra, il merito di essere un concentrato di originalità, condito da ingredienti decisamente sui generis e da una cifra stilistica che è riduttivo definire considerevole. E' il caso, per farla breve, di dischi come Muscoli e Dei, cui oggi i Marta Sui Tubi affiancano la nuova fatica discografica, affibiandole il titolo di C'è Gente Che Deve Dormire ed il compito di confermare il successo di critica e pubblico riscosso meritatamente con l'album di debutto. E, quasi a voler confermare quanto detto fino ad ora, se all'esordio ci erano apparsi stellari, inevitabilmente si ripresentano oggi maggiormente terrestri. Un ritorno sulla terra, dunque, ma senza il tonfo, visto e considerato che C'è Gente Che Deve Dormire è comunque un album validissimo. Seppure incapace di ricalcare la strafottenza, l'esplosività e la capacità di spiazzare del suo predecessore, C'è Gente Che Deve Dormire è un lavoro che piace e di cui si apprezzano gli arrangiamenti maggiormenti pettinati e i particolari più minuziosamente curati, nonostante ciò vada a discapito di una buona dose di quella stravaganza caratterizzante della band, da oggi ufficialmente un trio dopo l'ingresso in pianta stabile del batterista Ivan Paolini. Tutto ciò porta a composizioni funzionali - brani che reggano il confronto con Stitichezza Cronica o Post non ce ne sono ma, si sa, chi si accontenta gode - che guardano anche volentieri alla forma canzone, la qual cosa trova in L'abbandono - in cui si segnalano anche gli ottimi intrecci vocali che sul finale coinvolgono Moltheni - e nella bella 31 Lune - ospite la sorprendente Sara Piolanti - gli esempi più rappresentativi. Pollice alzato anche per l'iniziale Via Dante - ancora ospiti: Paolo Benvegnù che recita uno stralcio dell'Inferno dantesco e un azzeccatissimo Bobby Solo - e per la filastrocca Perchè Non Pesi Niente, forse il brano che meglio di ogni altro lega il passato irruente alla acquisita moderazione e maturità attuale. Notevole il lavoro sugli arrangiamenti, con il tentativo di arricchire la formula di partenza - in aiuto sono corsi, tra gli altri, Enrico Gabrielli, geniale polistrumentista dei Mariposa, presente in tre brani - che può dirsi ampiamente riuscito. E, se il giudizio è ormai chiarissimo - soffermarsi sul lirismo di Cenere, sulla peculiarità di La Tua Argenteria e sulla ben compiuta cover beatlesiana posta in coda appare quasi superfluo - l'unico dubbio rimane legato al rischio che si potrebbe correre iterando ancora questa formula in futuro. Ma, visto che di dubbi e di futuro si sta parlando, nel frattempo tanto vale godersi i due ottimi dischi che i Marta Sui Tubi ci hanno fino ad ora regalato.

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C'e' gente che deve dormire

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Muscoli e dei

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