MARTA SUI TUBI // Discografia


//C'E' GENTE CHE DEVE DORMIRE // Recensioni

Sentire e ascoltare - Report Live
Ci sono gruppi che sembrano condannati a suscitare reazioni contrastanti, incapaci come sono di passare inosservati, e irrimediabilmente destinati a dividere. I Marta Sui Tubi sono tra questi. Succede così che, come coloro i quali per sentito dire continuano ad interrogarsi sulle origini del criptico nome della band (intenti come gli idioti a fissare il dito ignari del bellissimo squarcio di cielo apertosi sulle loro teste), ugualmente chi ne sottovaluta la reale abilità continuerà a covare il sospetto che certe evoluzioni vocali e strumentali, su disco siano una cosa e su palco un'altra. Ma fin qui, si sa, è storia vecchia. Ciò che sconcerta è invece la loro capacità di saper stupire di volta in volta anche i fan di vecchia data. Perché anche portando sulle spalle decine di frequentazioni, tra centri sociali e fugaci apparizioni sul cartellone di inverosimili festival, non sarà facile dimenticare questa serata. E’ la prima del tour di C’è gente che deve dormire e ci si ritrova ammassati ed in piedi a ridosso del piccolo palco della Casa 139. Un locale che, pur facendo dell’ accoglienza la propria bandiera, ha sempre ospitato agevolmente le loro esibizioni passate come quelle di artisti più affermati. Non questa volta, però, visto che il consueto salotto in cui generalmente si assiste agli spettacoli placidamente assisi al proprio tavolino o al massimo accucciati al suolo, è preso d’assalto da un’orda di giovani milanesi improvvisamente accesisi di una travolgente passione nei confronti di questo trio siculo. Un entusiasmo che, se latita durante l’esecuzione dei primi pezzi tratti dal nuovo disco, letteralmente deflagra in un’ inaudita partecipazione, non appena risuonano le prime note del fortunato singolo Vecchi difetti. E’ l’apoteosi. Tutto il pubblico canta, come mai era successo, sortendo un effetto karaoke che in certi frangenti assume toni surreali. Lo sbigottimento iniziale, che non è più solo dei fan ma soprattutto dei visibilmente increduli componenti della band, lascia, come da copione, spazio al puro godimento e il concerto si trasforma in una marcia trionfale che sa tanto di consacrazione. Il giusto riconoscimento per un gruppo formidabile che dal vivo trova la propria reale dimensione anche monetizzando al massimo la propria spontanea vena comica, che non fa mancare gag esilaranti, tra siparietti e frecciate non propriamente politically correct. Adesso i soliti noti non vedranno l’ora di dar fiato alle proprie trombe, ma stasera non c’è tempo per spendersi e perdersi in aride discussioni sul sesso degli angeli o su quello di Mtv. Stasera applaudiamo tre ragazzi che hanno fatto il botto.
Gianluca Talia

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