MARTA SUI TUBI // Discografia


//C'E' GENTE CHE DEVE DORMIRE // Recensioni

Pansonic
Via da Bologna direzione Milano(come fecero gli Afterhours) e gridare che c’è gente che deve dormire. I Marta sui Tubi bussano alla porta e presentano un album davvero gustoso pronto a dimostrare che il premio di “Miglior gruppo dell’anno 2004” conseguito al MEI non è stato un fuoco di paglia: confrontato a Muscoli e Dei quest’album suona molto più invitante. Aggressivi, delusi, mordaci e virtuosi in una Milano caotica e maledetta l’ascolto si apre con “Via Dante” dove il gruppo, diventato ufficialmente trio con l’arrivo del batterista Ivan Paolini, spiazza subito l’ascoltatore con una pazzia niente male: la collaborazione di Bobby Solo! Le chitarre percosse di Carmelo Pipitone e gli intrecci sonori caratterizzano “L’abbandono” preceduta da una sorprendente “Perché non pensi a niente” caratterizzata dal ritmo altalenante, marchio di fabbrica della band nelle esibizioni live. La vena poetica racchiusa nella conturbante voce di Giovanni Gulino spicca in “Una donna e la sua semplicità” dove il cantato ed il reading entrano in simbiosi magnificamente. Se “31 lune” lascia un po’ perplessi “Cenere” è geniale: voce e clarinetto si inseguono, si spingono e si stuzzicano fino alla magistrale esplosione del cantato. Notevoli sono “L’amaro amore” e “La tua argenteria” e specialmente quest’ultimo pezzo è la tangibile dimostrazione che il gruppo non può essere classificato in un genere specifico. Sorprese finite? Nemmeno per sogno! L’ immancabile ghost track è “Tomorrow never knows” dei Beatles: anche le cover, se si vuole, possono essere originalissime. Da segnalare, oltre al redivivo Bobby Solo, uno stuolo di collaborazioni: Moltheni, Marco Parente, l’ottimo Enrico Gabrielli e Paolo Benvegnù senza dimenticare Gianfranco Marino, Sara Piolanti e Deborah Walker: scusate se è poco.
Gaetano Vessichelli



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